TORINO, 30 maggio - Rolando Bianchi non ha nessu na intenzione di scappare per evitare la serie B. Anzi, è ani mato dalla ferma decisone di dare seguito a quanto dichia rato in più occasioni: «Al Tori no sono venuto per mettere ra dici». Non è la serie B a fargli mutare l’abito, giacché non l’a veva vestito solo per populisti ca necessità di ingraziarsi le folle. Potrà apparire strano, vi ste le dolorose difficoltà patite in questa stagione, ma Bianchi al Torino si è trovato bene, può dirsi esaltato dalla piazza e dai tifosi, e vive l’onta della retro cessione come una macchia e un disonore cancellabili - den tro sé prim’ancora che fuori - con il riscatto immediato. Bianchi vorrebbe restare al To ro per contribuire a riportarlo immediatamente in serie A. Ti po di poche parole, di zero la menti, di sola concretezza, tra Bianchi e la gente granata si è pian piano consolidata un’in tesa a distanza: una di quelle intese che non hanno bisogno di parole. E l’attaccante, mal grado il malfunzionamento della squadra, la preparazione estiva inadeguata, i dolori a un ginocchio, proprio con i fatti ha dimostrato di saper fare gol - e che gol! - e dunque di essere quel centravanti che il Toro cercava da anni.
IL PERNO DELLA RICOSTRUZIONE - Bianchi può esse re, è, dovrà essere il giocatore attorno e dietro al quale rico struire un Toro vincente. Lui è pronto, non aspetta altro, però è ben conscio di rappresentare un capitale importante e un impegno contrattuale pesante, dunque spetta a Cairo decide re. Avrà la forza, l’attuale presidente, di non ridimensionare (ma ridimensionare che? Più ridimensionato di così...) il To rino? La risposta, purtroppo, l’ha solo Cairo. Tutti gli altri la aspettano. Stavolta, però, non basteranno le parole, le garan zie verbali, le promesse: lo sfor zo economico necessario a rag giungere una ragionevole ga ranzia di promozione è notevo le, ma probabilmente soppor tabile e ammortizzabile pro prio grazie a una promozione immediata raggiunta attra verso una squadra costruita già in ottica serie A. Costruita con giocatori che, vinta la B, non siano - ancora una volta da cambiare, magari senza avere mercato, bensì pronti a scalare finalmente la classifi ca della A. Uno di questi c’è già: Rolando Bianchi. E non aspet ta altro.
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