CORRIERE DELLO SPORT
Adriano è un caso psichiatrico, ha detto oggi Marco Aurelio Cunha, direttore calcistico del San Paolo, che aveva seguito l'ex Imperatore durante il suo periodo di ricupero nel club paulista nel 2008. «Adriano ha bisogno di aiuto terapeutico, deve essere seguito costantemente da psicologi e psichiatri - ha detto il dirigente paulista al quotidiano carioca Extra -. Ha dentro conflitti che devono essere equilibrati».
LA BOTTIGLIA - Quanto ai problemi dell’Imperatore con l’alcol, di cui tanto si è parlato in questi giorni, Cunha respinge l’idea che il giocatore sia dipendente dalla bottiglia, ma ammette che non sempre riesce a controllarsi: «Non è che Adriano beva tutti i giorni - ha spiegato il dirigente - ma ha impulsi più forti di lui. Se esce di notte, non riesce a fermarsi, non c'è fine. Dopodiché detesta quando lo rimproverano il giorno dopo. È come se volesse prolungare la giornata “felice”, perché sa che quando finirà si troverà di fronte l'inferno. E allora si deprime. E avanti così, sempre più in fondo verso il baratro».
I FALSI AMICI - Anche i cosiddetti "amici" del fuoriclasse sono più un problema che altro. «È un labirinto, non sono amici, sono accompagnatori, non ce n'è uno in grado di fargli fronte. Se uno lo fa, è fuori, perde tutti i vantaggi e le prerogative - ha proseguito il dirigente -. Adriano vede come un merito il ritorno alle origini, ma in questo caso è una cosa che va contro i suoi interessi. Adesso è ora di metterlo di fronte alle responsabilità, basta con i paternalismi. Non serve fingere che non è successo niente. Il problema è lui».
I FALSI AMICI - Anche i cosiddetti "amici" del fuoriclasse sono più un problema che altro. «È un labirinto, non sono amici, sono accompagnatori, non ce n'è uno in grado di fargli fronte. Se uno lo fa, è fuori, perde tutti i vantaggi e le prerogative - ha proseguito il dirigente -. Adriano vede come un merito il ritorno alle origini, ma in questo caso è una cosa che va contro i suoi interessi. Adesso è ora di metterlo di fronte alle responsabilità, basta con i paternalismi. Non serve fingere che non è successo niente. Il problema è lui».
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